“La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”: è da queste parole che il presidente Nazionale di OPES, Juri Morico, ha ufficialmente lanciato il nuovo progetto: “BenEssere”. Il kick-off meeting dell’attività si è tenuta lo scorso 31 Marzo, presso la Sala Giunta del Coni.
“Ci inseriamo a pieno titolo come agenzia educante, ma anche come attore protagonista in un quadro in cui il benessere non può non essere dato per scontato”
Morico ha proseguito evidenziando come il benessere individuale e collettivo assuma, ai giorni nostri, un ruolo sempre più centrale. Attraverso aspetti fisici, psicologici e sociali, l’iniziativa si propone quindi di trasformare palestre, luoghi di lavoro e ambienti domestici in spazi di crescita e armonia. “Oggi – ha aggiunto – diamo il via a un’attività, per cui ringraziamo il Dipartimento dello Sport e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministro dello sport, per aver creduto nella missione degli enti di promozione sportiva, nell’ingaggio di un nuovo modello per una cultura del benessere sociale e psicofisico.
Ci inseriamo a pieno titolo come agenzia educante, ma anche come sentinella e come attore protagonista in un quadro in cui il benessere non può non essere dato per scontato.
Ed ecco allora questa partenza, questo progetto che prende il via nella giornata odierna (31 marzo). Inizia un percorso di ricerca, di analisi, di condivisione, motivazione, sensibilizzazione, diffusione e disseminazione di contenuti e di esperienze; e inizia con una tavola rotonda, con molteplici competenze, sensibilità ed esperienze.”
Oltre al numero uno di OPES, erano infatti presenti i protagonisti e portavoce dell’attività, tra cui il Vicepresidente della F.I.F.S. (Federazione Italiana Fisioterapisti dello Sport), Andrea Bonetto, il fisioterapista Enrico Castrucci, il Presidente di Bobcats ASD, Mattias Picelli, e il Presidente di GESIS Italia, Daniele Laureti.
Un progetto per tutti
L’iniziativa avrà una durata di 12 mesi, e si concluderà quindi il 30 Marzo 2026. BenEssere intende promuovere l’attività sportiva come strumento di benessere a 360 gradi, con un focus particolare sull’importanza dell’attività fisica per la salute mentale e sociale. Il percorso si rivolge altresì a tutti i cittadini, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione, come i giovani, gli anziani e le persone con disabilità.
Coinvolgendo tutti i tesserati di OPES e diversi istituti scolastici di 4 regioni italiane diverse (Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Campania), si cercherà di far comprendere ai più piccini la necessità di svolgere una qualsiasi attività fisica.

I giovani: protagonisti e messaggeri della salute fisica e alimentare
BenEssere è volto a favorire l’attività fisica quotidiana, in particolar modo per la fascia di età 6-13 anni, anche attraverso il gioco. L’obiettivo sarà quello di promuovere lo sport nelle scuole; svolgere l’attività per 5 giorni alla settimana coinvolgendo anche i familiari; inoltre, sarà creata un’app digitale in cui verranno fornite indicazioni sulla pratica di esercizi da professionisti e pillole dell’alimentazione.
Il programma didattico sarà realizzato in modo che vengano affrontate tematiche sociali e non. Particolare attenzione sarà altresì rivolta alla salute mentale, alle dinamiche relazionali tra compagni, all’importanza di un’alimentazione sana ed equilibrata per la prevenzione dell’obesità, e alla promozione dell’attività sportiva e di stili di vita salutari.
Per condurre i piccoli al movimento quotidiano insieme ai propri familiari, verranno messi a disposizione degli approfondimenti attraverso delle schede gioco in cui potranno riflettere sia sul tema dell’alimentazione sia sul tema del movimento. Infine, sarà presentato un test sia all’inizio sia in itinere per comprendere se le conoscenze sono state acquisite in modo corretto. Un “quadro salutare” che si completerà in 12 mesi, all’interno non solo delle scuole ma anche delle associazioni sportive dilettantistiche di OPES.
Combattere la sedentarietà: cercare di smuovere le nuove generazioni abituate ormai a stare sedute davanti al televisore e al cellulare. Non solo il tema del movimento è un tema importante per favorire la salute psicofisica, ma anche la nutrizione ha un ruolo cardine. Infatti, i giovani di oggi non solo effettuano poco movimento, ma mangiano anche in modo scorretto. La loro nutrizione è sbilanciata e caratterizzata prevalentemente da snack, bevande zuccherate e “junk food”.
Incoraggiare uno stile di vita sano è il primo passo per una condizione di vita più felice, andando incontro a meno patologie.
Riguardo alla sedentarietà dei giovani il Vicepresidente della F.I.F.S., Andrea Bonetto, ha dichiarato: “Adesso, stiamo vivendo un’epoca in cui l’utilizzo spropositato degli smartphone, tablet e altro ci porta a delle posture soprattutto del capo, quindi della cervicale in maniera inadeguata. Andiamo incontro a quello che gli anglosassoni chiamano ‘back-neck pain’ da tecnologia. Quindi, come tale, dobbiamo intervenire, non possiamo passare da un’evoluzione quadrupedia bipedismo a livello antropologico per ritornare ad un’involuzione”. Inoltre, ha aggiunto: “Il corpo non ha bisogno di un’unica direzione, ma anche direzioni di tipo globale, come tali esercitazioni a livello globale che permettano al corpo di assorbire al meglio quelle sollecitazioni”.
“È interessante – ha chiosato – vedere come qualsiasi gioco multimediale, qualsiasi applicazione, non potrà mai sostituire l’emozione di un percorso fisico vissuto sul proprio corpo, a qualsiasi livello e a qualsiasi abilità. Proprio perché è inconscio e insito nella natura biologica dell’uomo. Attraverso lo sport noi possiamo trasmettere non solo sensazioni e emozioni ma anche conoscenza e consapevolezza della cultura di quello che vogliamo tramandare tra cui anche il BenEssere”.

Attraverso l’organizzazione Bobcats, che ha sede a Cavriago (RE), viene promosso lo sport e il movimento attraverso il gioco, trasmettendo anche i valori principali. Mattias Picelli, Presidente dell’associazione, durante la giornata ha riferito che tale progetto è nato per lavorare con i bambini dei 3-5 anni promuovendo il divertimento insieme allo sport.
“Noi lavoriamo con i bambini di 3-5 anni, ma ci stiamo abbassando anche verso i bimbi del nido. Lavoriamo in circa 30 scuole, 3000 bambini tra le province di Parma, Reggio Emilia, Modena e siamo arrivati anche in una secondaria a Torino e ora stiamo facendo degli incontri con delle istituzioni, dei colloqui con la città di Varese. L’anno scorso quando abbiamo avuto i bambini dall’infanzia alle elementari, dopo questa esperienza, tutti coloro che uscivano dal nostro corso hanno continuato. Li abbiamo avvicinati allo sport in maniera giocosa. Gente che ha trovato passione ha voluto continuare”.

In un periodo in cui lo sport assume quindi un ruolo sempre più centrale nella vita quotidiana, gli impianti sportivi diventano luoghi di aggregazione e formazioni fondamentali, come lo sono gli istituti scolastici.
A riguardo è intervenuto il presidente di Gesis Italia, Daniele Laureti, sottolineando l’importanza di tali strutture, non solo come spazi fisici per l’attività fisica, ma altresì come ambienti educativi e di supporto sociale:
“L’impiantistica è diventata, come gli istituti scolastici, fondamentale, perché le famiglie e i bambini fin da piccoli frequentano palestre e impianti sportivi.
Quindi è importante che, in questo momento storico dove lo sport ha subito delle evoluzioni in grande positività, gli impianti sportivi devono avere al loro interno degli istruttori qualificati.

Tanti anni fa questo non avveniva, quindi si chiudeva un occhio o non si dava lo stesso peso, oggi giorno avere degli istruttori qualificati, che in qualche modo assumono le vesti di un fratello maggiore o anche addirittura di un padre perché purtroppo i disagi sociali ci sono, è fondamentale: la formazione che l’impiantistica deve avere non è soltanto quella di sapere realizzare un impianto sportivo ma anche quella di sapere inserire nei posti giusti professionalità importanti.
Come impiantistica sono contento di essere stato coinvolto in questo progetto perché credo che sia tutto complementare e oggi giorno, bisogna avere una visione a 360 gradi se si vuole lasciare il segno”
OPES a fianco di tutti: le aspettative del Presidente Morico
“Noi, come OPES, ci siamo impegnati fermamente a dare un contributo, partendo dal principio che, di fronte a un’esigenza primaria, come quella di promuovere il benessere delle persone, sia in forma individuale, sociale e collettiva, non si può essere neutrali.
Per cui o si contribuisce a promuovere il benessere, oppure ci si assume la responsabilità di essere parte del problema di quella assenza di una cultura del benessere diffusa e vincente, perché la cultura del benessere non è noiosa, non è superata, è una prospettiva di felicità per giovani, e meno giovani, da soli e insieme agli altri.
Questo progetto vuole creare un assunzione di responsabilità condivisa e diffusa all’interno delle istituzioni, come nel privato sociale .
OPES crede e intende fortemente mettersi in gioco in questa esperienza sistemica. Da qui siamo convinti di portare avanti dodici mesi di attività intensa e che saranno, spero, utili a fare maggiormente sistema e a disseminare comunicazione e buone pratiche per fare informazione e formazione a fattore comune e condiviso.”