“È avvenuto, quindi può accadere di nuovo”. Le parole di Primo Levi, riportate in “I sommersi e i salvati”, suonano come un avvertimento per le future generazioni. Anche oggi, 27 gennaio, Giorno della Memoria della Shoah, ad 80 anni esatti dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, l’umanità non deve abbassare la guardia. Affinché la tragedia dell’Olocausto e l’orrore dei campi di concentramento, delle leggi razziali, delle deportazioni e dei rastrellamenti non si ripetano, è necessario preservare la memoria della pagina più drammatica dell’umanità, ricordare le vittime e sensibilizzare gli adulti di domani.
Giorno della Memoria della Shoah, le parole del Presidente Morico
“Che sia il 27 gennaio, Giorno della Memoria della Shoah, o ogni altro giorno dell’anno, abbiamo un’enorme responsabilità: fare di tutto affinché il periodo più buio del XX secolo non si ripresenti – afferma il Presidente Nazionale, Juri Morico -. Il nostro impegno quotidiano, in qualità di presidenti, dirigenti e tecnici di OPES, un’associazione di promozione sociale che è altresì un Ente di Promozione Sportiva riconosciuto da CONI e CIP ed un Ente di Servizio Civile Universale, è quello di educare i giovani. Vogliamo creare negli adulti di domani gli anticorpi necessari a contrastare ogni forma di violenza, prevaricazione e sopruso.
Per raggiungere il nostro intento, facciamo leva sulla funzione sociale e pedagogica dello sport e sui progetti che realizziamo sia all’interno delle scuole sia nei centri sportivi. Ogni azione intrapresa si prefigge di far germogliare nei corpi di bambine e bambini e di ragazze e ragazzi la cultura del rispetto, della tolleranza, della libertà, della convivenza civile e della democrazia.
Questi sono i valori di una società più aperta ed inclusiva. Questi sono i principi che ci permettono di sradicare le radici dell’antisemitismo. Il lavoro non può essere dichiarato concluso, perché, come ha ricordato il Premier Meloni, l’antisemitismo non è stato sconfitto con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. L’attenzione sul tema non può e non deve rimanere alta solo il 27 gennaio”.
La nota di Palazzo Chigi e la strategia nazionale per la lotta all’antisemitismo
Nella nota diffusa da Palazzo Chigi (clicca qui per leggere la versione integrale), inoltre, il Primo Ministro, Giorgia Meloni, ha ricordato che l’antisemitismo “è una piaga che è sopravvissuta alla Shoah, ha assunto declinazioni diverse e si propaga attraverso strumenti e canali nuovi. Combattere l’antisemitismo, in tutte le forme in cui si manifesta, antiche e moderne, è una priorità di questo Governo”. Ha poi aggiunto che il Governo si è impegnato ad elaborare una nuova strategia nazionale per la lotta all’antisemitismo. Si tratta di “un documento articolato e di scenario che fissa obiettivi e azioni concrete per contrastare un fenomeno abietto che non ha diritto di cittadinanza nelle nostre società”.
“Come Presidente di OPES, un’organizzazione che vuole generare valore nella società – continua Morico – condivido in pieno la scelta del Governo di predisporre una strategia nazionale basata su azioni concrete. Siamo e saremo sempre al fianco delle Istituzioni e, qualora fosse richiesto, onorati di fornire attivamente il nostro personalissimo contributo alla causa”.